Ieri sera alla Casa 139 (Milano) è andata in scena una tragedia urlata, strepitata; ordita a voce bassa e poi alta e poi bassissima e poi altissima e poi ancora più alta e poi non la senti più e poi riappare; e poi le corde fischiano, i piatti fremono, il palco fermo, il palco vibra, il palco svanisce. E poi riapro gli occhi e devo raccontare ciò che ho visto: uno spettacolo nevrotico, ossessionante, battente, compulsivo. E poi riapro le orecchie e devo raccontare ciò che ho sentito: suoni candeggiati in acqua sporca, armonie disarcionate dal ventre, canti soavi ad un tratto furenti.
E poi smetto di scrivere cazzate e devo raccontare che il concerto acustico degli Io?Drama è stata una follia messa in piedi e recitata in modo da non lasciare spazio al convenzionale. I 5 ragazzotti milanesi, che seguo da tempo, hanno raggiunto una maturità e un piglio da grandi. Per il set acustico tutte le canzoni del loro primo album (Nient’altro che madrigali) sono state riarrangiate per farle diventare un’opera teatrale ritmata da cadenze a tratti dolci, a tratti assordanti. La voce del frontman (morto a fine tragedia sul palco con le movenze del pupazzo gnappo) è qualcosa di perfettamente raro e davvero capace di impressionare; la batteria non si limita a non sbagliare un colpo; chitarra, basso e violino giocano in modo del tutto inusuale e singolare. Avanti così.
Unica nota stonata è il costo della tessera Arci alla Casa 139: 15 euro. Ci sono persone che hanno pagato 15 (di tessera) + 5 (di concerto) = € 20: decisamente troppo per un circolo Arci.







