sabato, 06 giugno 2009

TopolinoDopo il parlamento di Grayskull con i parlamentari Lupin e Transformers. Dopo i meganoidi PD e la sinistra Mr X. Dopo il ministro Gargamella, il sottosegretario Arles e la ministra Margot. Dopo Zio Paperone, le candidate Winx e i mezzi d'informazione Qui, Quo, Qua. Dopo tutto questo e molto altro, nella politica italiana mancava solo Topolanek. Il cartone animato continua, non sarà certo la realtà a fermarlo.

  

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categoria:pensieri, politica, berlusconi, silvio, topolanek
giovedì, 28 maggio 2009
C'è chi vuole candidare Berlusconi al Nobel per la Pace.
Un po' come se al Nobel per la Scienza si candidasse
Martufello 
Da morire dal piangere.
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categoria:pensieri, silvio
domenica, 24 maggio 2009

Milano è tappezzata di manifesti elettorali. La maggior parte dello spazio è occupato dai due principali contendenti alla Provincia: Penati e Podestà. Interessante analizzare ciò che dicono ma soprattutto ciò che celano.

penatiPenati: allo slogan "La Provincia e oltre", il pizzetto da Monza ha affiancato un nuovo manifesto che invita a scegliere la persona. Come a dire: il PD è impresentabile, votate me che sono una brava personcina . Da rilevare anche che Penati ha scelto colori che non rimandano al tricolore del PD: insomma agisce come soggetto indipendente e autonomo.

podestàPodestà: "Anche per la Provincia fai una precisa scelta di campo", così recita il manifesto dell'ex AD di Edilnord (famiglia Berlusconi). Sarà quindi un fedelissimo di prima della prima ora ad avere il compito di spazzare via l'anomalia rossa nella terra del grande capo. Un po' come a dire: votate me, io potrei anche essere un po' il signor nessuno, ma tranquilli che poi ci pensa Silvio. Come già accaduto alle regionali sarde, il candidato passa in secondo piano rispetto al Partito e al suo leader.

Strategie comunicative agli antipodi che la dicono lunga sull'attuale stato della politica italiana.    

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categoria:politica, penati, podestà, pdl
martedì, 19 maggio 2009
L’altra sera ad una cena a casa dei miei genitori si parlava di politica. Da qualche anno a questa parte tutte le cene a casa dei miei genitori terminano con una discussione di politica. È sempre un buon momento per scambiarci opinioni, insultarci un pochino e bere per dimenticare gli insulti. Manca solo Santoro a fare da moderatore e poi saremmo pronti per la televisione. Scherzi a parte, l’altra sera abbiamo discusso d’immigrazione. Io sostenevo che certi provvedimenti o proposte da parte delle istituzioni di governo (vedi i medici spia, il divieto di accedere alla scuola pubblica per i bimbi “irregolari”, le carrozze per i soli milanesi ecc…) sono da stigmatizzare perché possono dare il là a un diffuso aumento del razzismo tra la popolazione. È chiaro, a mio modo di vedere, che se un politico si permette di dire che il suo sogno sono “delle carrozze della metro ad uso esclusivo dei milanesi”, poi può passare anche delle giornate a dire che era solo una provocazione, ma intanto la gente comune, ovvero un mio collega, un mio compagno di squadra o persino la mia “cattolicissima” zia, si sentono autorizzati a dire che gli “immigrati hanno rotto”, “che bisognerebbe affondare i barconi”, che “puzzano e devono stare su delle metro a loro riservate”, che “non sono italiani e quindi a scuola e all’ospedale non ci possono andare”. Peccato che poi, il mio collega, il mio compagno di squadra e la mia zia, si dimentichino che l'imprenditoria di “quelli che puzzano” contribuisce al PIL lombardo per l’8% e che quindi hanno pagato delle tasse e che quindi sono cittadini a tutti gli effetti. Insomma, non dico che non ci siano dei problemi, dico solo che sarebbe compito di chi ci governa utilizzare dei termini un po’ più sobri e prendere dei provvedimenti meno demagogici e sopratutto meno razzisti.

Se volete, leggete questo articolo di El paìs che parla di questo argomento: http://www.elpais.com/articulo/sociedad/SOS/Racismo/denuncia/crisis/fomenta/rechazo/institucional/inmigrantes/elpepusoc/20090513elpepusoc_4/Tes
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categoria:politica, immigrazione
sabato, 16 maggio 2009

Oggi mi sono sentito dire "facile criticare sempre". In un paese dove lo spirito critico sembra smarrito. In un paese dove chi critica è un sabotatore. In un paese credulone dove esiste solo la versione ufficiale. In un paese in cui la critica è vissuta come un elemento di distruzione anziché di crescita. In questo paese ho vissuto questa che, ironia, doveva essere una critica, come un complimento. Solo uno sguardo critico sul mondo lo può rendere un filo migliore. Le favole da isola felice lo lasciano immobile e ingiusto.

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categoria:pensieri
mercoledì, 06 maggio 2009

Libertino che torna sempre all’ovile ma in fondo più fedele di Confalonieri. Così amava farsi dipingere. La famiglia è sempre stata per Mr B fotografia da esibire sui giornaletti di famiglia. Bella da fare invidia. Serena da diventare modello, specchio delle brame del popolo. Di essa ha fatto strumento politico a partire dall’opuscoletto che s’intrufolò nelle case delle bravi genti italiche. È quindi piuttosto naturale che un affare apparentemente privato come un divorzio si trasformi immediatamente in fatto politico e perciò pubblico: ennesima dimostrazione di una realtà non autentica.

Perderà voti, non li perderà? Ecco che anche tutta la vincenda politica italiana si lega alla “passione di Silvio”. Si scopre così che l’opposizione in Italia non è né l’IDV né il PD. La vera opposizione è Veronica Lario: l’unica capace di rallentare la cavalcata del Cavaliere.  La reazione dei giornalisti vassallini si fa sempre più  dura: è un taglia e cuci. Da un lato, l’artiglieria pesante colpisce con furore la “velina ingrata”, come l’ha definita con la consueta eleganza Feltri sulla prima pagina di Libero, oltre a puntare il dito verso l’eterno complotto comunista. Dall’altra gli spin doctor sono tutti indaffarati a ricostruire il volto del paziente-padrone, con risultati alterni come dimostra la vicenda delle foto.  

In tutto questo marasma viscerale, la politica, quella fatta di contenuti , si dissolve. L’attenzione è, ancora una volta, tutta sul corpo del Principe. È così che trionfa sempre: fatti, sostanza , programmi politici spariscono. Tutto è emozione e sentimento:  la partita si gioca in rapporto all’idolo. Basta andare a leggere i commenti su spazio azzurro o su IlGiornale.it per comprendere come l’oracolo sia adorato a prescindere da ogni elemento razionale o di realtà. Dall’altra parte basta osservare come molti vivano la situazione come un’opportunità per indebolire il  Sovrano, altrimenti inattaccabile. Mentre tutta l’Italia è lì a guardare col cuore in gola la soap opera, che il bilancio di quasi quindici anni di governo sia scandalosamente in rosso non interessa nessuno.

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categoria:politica, silvio, lario
lunedì, 04 maggio 2009
dellGrande scalpore intorno alle dichiarazioni di Dell'Utri su Mussolini, definito "troppo buono", come direbbe Ciro Ferrara assaggiando Danette Danone. Chi si stupisce e inorridisce, forse non ricorda che Mangano è un eroe.

Ci sarebbe da ridere se non fosse detto dal compare di uno che pochi giorni fa parlava di resistenza come valore fondante con tanto di foularino della brigata partigiana.  

Vien da piangere a pensare che molte persone perbene credano alla favola del fascismo buono. Che poi è un po' come la favola dell'elettricista.

Un giorno in una rispettabile casa si guastò la luce del salotto. Non sapendo dove mettere la mani, il buon padre di famiglia chiamò l'elettricista. Questo rispose celere e corse verso la rispettabile casa. Il buon padre di famiglia lo accolse a braccia aperte e lo fece entrare ringraziando colui che avrebbe riportato luce in salotto.  Il buon padre di famiglia uscì a sbrigare alcuni affari. Tornato a casa trovò la casa spoglia, svaligiata di ogni bene. Moglie, suocera e barboncina: tutte violentate. Con un alito di voce il figlioletto col volto tumefatto tirò il buon padre di famiglia per la giacca: "buon padre di famiglia, guarda cosa ha fatto l'elettricista". Il buon padre di famiglia accese la luce del salotto e rispose "Però, che bella luce questa la lampadina, e bravo l'elettricista".  
 
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categoria:politica, silvio, fascismo, dellutri
domenica, 26 aprile 2009

25aprileMio fratello è nato il 25 aprile. Non una data qualunque.Bensì un giorno colmo di speranza. Un giorno di rinascita. Un giorno colorato e gioioso. Un giorno di riscatto e passione. Un giorno di altruismo e condivisione. Un giorno di felice leccarsi le ferite. Un giorno di plastica rettitudine. Un giorno di orgoglioso presidio. Un giorno di pace e futuro.  Ma anche un giorno di paura e disillusione mentre le sue tumultuose acque paiono asciugarsi per mezzo di devastanti siccità valoriali. Sempre e soprattutto un giorno di consapevolezza e liberazione. Del 25 aprile mio fratello ha preso tutte queste sembianze, come per eredità genetica. Davvero un bel giorno per venire al mondo.

 

  

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categoria:pensieri, 25 aprile
martedì, 21 aprile 2009

multaTi è mai capitato di avvicinarti alla macchina, scrutare un foglietto sotto il tergicristallo, sperare che sia un volantino economicamente stampato e trovarti invece una multa? Sai di cosa parlo. Prima reazione, incredulità: sgrani gli occhi, tocchi il foglio per realizzare che sia vero. Sai di cosa parlo Seconda reazione, rabbia: leggi l'importo, una ginocchiata in faccia, il battito accellera,  i denti si stringono, i muscoli si irrigidiscono, se hai la camicia un po' stretta…esplode; lo vorresti osservare mentre ti mette la multa, scalciarlo da dietro e, già che ci sei, insultarlo un po'. Sai di cosa parlo. Terza reazione, studio sociologico: analizzi quali brutture possono aver condotto quella persona, che da piccina era tanto un amore di mamma, a tramutarsi in vigile urbano o ancor peggio, in ausiliario. Sai di cosa parlo. Quarta reazione, "è tutta colpa mia": è in questa fase che ci si biasima per troppa negligenza, superficialità, pigrizia. Di solito ci si pone la domanda "e adesso come la pago?". Sai di cosa parlo. Quinta reazione, psicodramma: è il culmine della fase precedente, L'ambivalenza "odio chi me l'ha messa" vs "è tutta colpa mia" si risolve eliminando la contraddizione: "io sono un deficiente e chi me l'ha messa è un poco di buono". Sai di cosa parlo. Si pensa a quante cose si sarebbero potute fare con quei soldi, si è sempre più convinti di pagare una sovrattassa al comune, sei disilluso,  triste, inconsolabile. Sai di cosa parlo. Poi il vuoto. Solitamente se non si è con qualcuno, in questa fase si è col volante in mano e la macchina spenta. Se invece si è accompagnati, lo psicodramma si manifesta in urla e fantasiose imprecazioni. Sai di cosa parlo. Sesta fase, ritorno alla vita: ormai è fatta e piangere non serve a niente.  "Vaffanculo" è l'esclamazione più usata. E' con questa che ci si libera dallo psicodramma e, se ci si impegna un po', si riesce perfino a sorridere. Importante in questa fase sarebbe chiamare una persona amica particolarmente burlona. Lo stato ipnotico post multa svanisce e la vita riprende. Sai di cosa parlo.

Queste 6 fasi si presentano solitamente in modo consecutivo. Tuttavia esistono persone capaci di passare direttamente dalla prima alla sesta. Queste sono: 1. gli anaffettivi 2. i saggi. Sai di cosa parlo. 

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categoria:pensieri
martedì, 14 aprile 2009
Dal Vangelo secondo Renato Farina. "Dinanzi alle bare è ridicolo tessere gli elogi di un vivo. Se poi è un potente, si rischia il grottesco. Però talvolta, quando è molto buio, si ha bisogno di credere, anzi proprio di vedere, toccare, assaggiare che il leader politico di un Paese non è il capo di una fazione, e neanche il rappresentante di un governo, ma qualcosa di più. Una specie di sintesi dei nostri sentimenti e desideri". Editoriale di Renato Farina su Libero dell'11 aprile. Notevole, anche se forse il  meglio lo aveva dato per la nascita del PDL.

Di sicuro invece il peggio in questi giorni si è visto nel regno del divin salvatore: la TV.  
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categoria:politica, silvio, pdl