Ieri mattina ho avuto l’occasione di avere tra le mani il rapporto del Censis dal titolo “Motivazioni e contenuti delle scelte di voto nelle elezioni politiche 2008”. Ci sarebbero molti aspetti interessanti da mettere in evidenza, ma qui volevo solo offrivi qualche dato su quella che per me è stata la più grande tragedia delle ultime consultazioni elettorali: l’esclusione della Sinistra Arcobaleno dal parlamento. Ok? Procediamo. L’Arcobaleno ha perso 2.774.000 voti rispetto a quelli ottenuti nelle politiche 2006, corrispondenti al 71% dell’elettorato di due anni fa. Già questi primi numeri basterebbero a dare la dimensione esatta della catastrofe. Ma andiamo avanti. Dall’analisi dei flussi emerge che, di coloro che nel 2006 avevano espresso il loro consenso a Rifondazione comunista, Comunisti Italiani e Verdi, circa il 37% si sono accasati nel PD.. e sino a qui nulla di male (si fa per dire), elettori di sinistra che si sono spostati verso il grande partito di centro sinistra. Bene, continuiamo con qualche altro numero. Il 19% degli ex elettori dei tre partiti di sinistra sono rimasti nell’attuale coalizione della Sinistra Arcobaleno, il 5,6% hanno scelto l’Italia dei valori, il 3,9% la Lega nord e….attenzione attenzione, tenetevi forte, il 16% hanno votato per il Pdl.
Ok, ok, si tratta di un’indagine svolta a campione e dunque è giusto prenderla con le molle, ma è indubbio che i dati offerti dal Censis abbiano dell’incredibile.
A questo punto potremmo fare mille congetture sui perché di questa anomalia, potremmo parlare di voto utile, di desiderio di bipartitismo da parte degli italiani, potremmo parlare di dazio da pagare per la partecipazione al governo Prodi, di perdita di contatto con la propria base elettorale, di simboli e di valori datati o forse non più affermati con la stessa tenacia di prima, ma io prefersico limitarmi banalmente ad affermare che se il comunista vota Pdl…forse in questa Italia c’è davvero qualcosa che gira alla rovescia.